La Smile House di Milano con sede presso l’ospedale San Paolo è frutto di una collaborazione tra l’Azienda Ospedaliera San Paolo e Operation Smile.
Si tratta di un centro multi specialistico in cui i bambini affetti da malformazioni cranio facciali e in particolare labiopalatoschisi, palatoschisi e Pierre Robin, vengono curati da un team di chirurghi, ortodontisti, logopedisti e psicologi che lavorano in stretta collaborazione.

TERAPIA CHIRURGICA

Il protocollo in uso presso l’ospedale San Paolo di Milano (Smile House) è stato studiato secondo i principi fondamentali della cura della labiopalatoschisi, ovvero i tessuti sono distorti ma presenti, vanno pertanto riposizionati studiando il timing migliore, che abbia il minore impatto possibile sul bimbo e sulla famiglia e che dia buoni risultati estetici e funzionali a lungo termine.
Attualmente il protocollo base prevede:

  • 0-6 mesi: applicazione della placca prechirurgica passiva, mamme e papà la chiamano “placchetta”. Essa viene utilizzata nel 50% dei pazienti monolaterali e la sua funzione è quella di aiutare a ridurre la schisi. Nel caso di schisi bilaterali con protrusione della premaxilla, invece, la placchetta ha una forma particolare e serve ad allungare la columella. Questo allungamento ortopedico e non chirurgico aiuterà il chirurgo al momento dell’intervento sul labbro ad ottenere un risultato estetico migliore e stabile nel tempo. Per questo nei casi di pazienti bilaterali essa viene sempre utilizzata. Infine nei casi di palatoschisi isolata la placchetta potrebbe venire utilizzata come ausilio all'alimentazione, ma la valutazione viene eseguita caso per caso.
  • 3-6 mesi: plastica del palato molle e cheiloplastica. Si interviene per chiudere il palato molle ed il labbro.
  • 18-24 mesi: plastica del palato duro e GAP. Si interviene per chiudere ermeticamente la schisi e facilitare la crescita ossea spontanea. Nel 98% dei casi, infatti l’ossificazione in seguito alla GAP risulta adeguata e non sono richiesti ulteriori interventi di innesto osseo

Al protocollo base dal 2006 si affianca un protocollo “all in one” applicato nei casi di schisi monolaterali inferiori ad 1 cm (misurato a livello del palato duro). Questo protocollo prevede di intervenire nello stesso momento su naso, labbro, palato molle e palato duro. Se la schisi a livello del processo alveolare è  di piccole dimensioni è possibile nella stessa seduta chirurgica eseguire la gengivoalveoloplastica(GAP).Nel caso di schisi del palato superiori ad 1 cm si interverrà sul palato duro e gengiva in un secondo momento a 18-24 mesi.

In caso di palatoschisi isolata invece, il protocollo prevede la palatoplastica  in un tempo unico (tecnica Sommerlad) che viene eseguita a 10-12 mesi. Secondo gli studi effettuati con questa tecnica il 75% dei casi ha risultati ottimali, il 20% presenta una moderata insufficienza velofarigea gestibile con trattamento logopedico, mentre solo il 5% presenta una severa insufficienza tale da richiedere un intervento secondario. In questi casi la decisione di quale metodica chirurgica adottare varierà in funzione della condizione anatomica e funzionale del palato molle, che verrà analizzata sia dal punto di vista clinico-logopedico, sia con metodiche strumentali specialistiche.

ALCUNE NOTE SUL POST-OPERATORIO

In seguito all'intervento i bambini possono venire alimentati come in precedenza, se non presentano particolare dolore. Anche al seno se prima poppavano.
In seguito alla chiusura del palato si consiglia di allimentare il bimbo con cibo di consistenza morbida per qualche settimana

CASI ANNUI

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